Leggi e Diritti

 

Danno biologico di lieve entità: le nuove norme contro le truffe assicurative

Il Legislatore, al dichiarato intento di fronteggiare in modo risoluto il fenomeno delle truffe alle assicurazioni e per calmierare la liquidazione dei danni alla persona di modica entità, con il Decreto Legge 24.01.2012, n. 1 ha varato un pacchetto di disposizioni ad hoc, ulteriormente ampliato in sede di conversione con l’inserimento, tra gli altri, dei commi 3 ter e quater dell’art. 32.
Il comma 3 ter modifica l’art. 139 del Codice delle Assicurazioni, al cui secondo comma aggiunge il seguente periodo: “In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”.
Il comma 3 quater invece enuncia il seguente principio: “Il danno alla persona per lesioni di lieve entità di cui all’art. 139 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”.                                                                                                (omissis)
Ma perché il sistema tenga è indispensabile che ne sia garantito l’equilibrio, per un verso auspicando una maggiore efficienza economica delle imprese che operano nel settore e, per altro verso, contrastando le frodi e le facili liquidazioni di danni evanescenti. In questa chiave debbono dunque leggersi le disposizioni contenute nel Titolo I Capo VI del citato Decreto Legge (articoli dal 29 al 34 ter).
(omissis)…
Il comma 3 quater, infatti, nel prevedere che il danno alla persona per lesioni di lieve entità è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione, sembra voler dire che, nella impossibilità di accertare la lesione in modo visivo o strumentale, il danno, pur esistente, non è risarcibile.
E se il danno alla persona non è risarcibile, nonostante la sua esistenza (che potrebbe trovare conferma in un referto di pronto soccorso nel quale i sanitari del presidio ospedaliero diano conto di un trauma di natura contusiva), allora, per una valutazione discrezionale del potere legislativo, questo danno non sarebbe ingiusto, ossia non sarebbe meritevole di tutela risarcitoria.                 E ad analoga conclusione porterebbe a maggior ragione una lettura fedele del dato testuale anche del comma 3 ter, laddove la norma dà per esistente una lesione di lieve entità ma esclude la risarcibilità del danno biologico permanente se la detta lesione non sia suscettibile di accertamento clinico strumentale.
(omissis)
Ma leggendo più attentamente l’art. 32 del D.L. 24.01.2012, n. 1, convertito con modifiche dalla L. 24.03.2012, n. 27, anche con l’ausilio delle scarne schede dei lavori parlamentari, si risale ad una diversa volontà del legislatore, il quale non ha in alcun modo voluto mettere in discussione la ingiustizia del danno alla persona derivante da lesioni di lieve entità.
Scopo delle disposizioni, infatti, è solo quello di negare il risarcimento quando non via sia una prova, direi qualificata, del danno da micro permanente.
Si legge nella “scheda di lettura” del Servizio Studi della Camera dei Deputati che i commi 3 – ter e quater – restringono la risarcibilità del danno biologico per lesioni di lieve entità nel senso che il loro riconoscimento richiede una prova particolare.
(omissis)…

In altri termini, la legge nuova non modifica in alcun modo il diritto originario, ad esempio restringendone e/o limitandone la risarcibilità, ma regola in maniera diversa un momento successivo al sorgere del diritto medesimo, e cioè quello dell’accertamento in concreto della alterazione psicofisica valutabile come danno biologico.
(omissis)…
Poiché il legislatore, mantenendo fermo il diritto al risarcimento del danno biologico da lesioni fisiche di lieve entità, ne ha regolato diversamente le modalità di tutela, richiedendo che la menomazione sia dimostrata attraverso accertamenti medico – legali con precise caratteristiche, violerebbe il principio di uguaglianza una interpretazione che, circoscrivendo la portata della norma, escluda dall’ambito di operatività della nuova legge le controversie ancora pendenti…
(Fonte Altalex – www.altalex.com – 18 ottobre 2012. Articolo di Giuseppe Sileci)


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